OUDEIS

38mx5m Street Art Museum di St.Petersburg

Noi viviamo immersi nei Miti.

Non parlo solo della Mitologia antica in cui affondiamo le nostre radici ma anche di Miti moderni in cui viviamo immersi senza comprenderne spesso il senso. Il Mito del Progresso , della Storia, dello Sviluppo, il Mito della previsione del futuro.

Viviamo anche di sotto miti quotidiani come vivere bene attraverso il denaro, l’amore, il cibo.

 Questo accade da una parte perché fa parte di come siamo fatti noi, dell’umanità stessa, credere nelle storie e poi perché la Mitologia come penso anche la religione usi miti per comunicare pensieri retti alle comunità, Insegnare il giusto modo di vivere, una sorta di istruzioni per l’uso delle vite umane, spesso velocizzando il processo di assimilazione caricandoli di una buona dose di paura.

Grazie a questo meccanismo esse consolidano pensieri cercando di rendere saldi valori condivisi grazie a questo meccanismo.

 Ho fatto un ragionamento partendo dai miti antichi e moderni facendomi aiutare da alcuni protagonisti.

Ho usato 6 personaggi  per rappresentare la scena, la mia idea.

6 personaggi che raccontano tendenze e paure comuni nelle comunità occidentali e non, spesso dettate da falsi miti.

Circe, la strega.

Per me rappresenta la paura delle donne libere, senza marito, senza figli. Donne Diverse, da allontanare.

Ubu Re, il dittatore.

È un personaggio che viene dal teatro di Jearry, egli rappresenta per me il terrore del potere che non si può contrastare, l’orrore del potere incontrollato, crudele e sadico che viene dall’alto.

Karisiri, vampiro boliviano.

Esso è secondo me, la paura della solitudine interiore ed esteriore, sentita anche nel bel mezzo di una folla, la paura di non avere nessuno, amico o familiare. Quando si è soli lui si avvicina come un amico e ti porta via la linfa vitale uccidendoti, bisogna vivere in famiglia ben chiusi.

Ippopotamo, gatto mamone, il gatto nero.

Presente in numerose mitologie è il servo del diavolo in questo caso ho preso spunto dal romanzo di Bulgakov, il maestro e Margherita. La paura del non conoscere, di non poter controllare, l’occulto. La paura di chi non si manifesta subito.

Polifemo, il gigante.

Rappresenta la paura di chi è diverso, dunque isolato dagli altri, dunque feroce.

Ed infine Ulisse è l’intelligenza, la razionalità.

Egli è la chiave dell’opera.

Rompe il cerchio, spezza i legami. Usa la ragione per arrivare alle proprie verità, senza paura.

 Oudeis, in greco significa Nessuno ed è il nome che Ulisse dirà di avere a Polifemo e grazie al quale si salverà la vita. Uso questa parola per dire che Nessuno puo dirci di cosa avere paura, nessuno può dirci cosa è giusto e cosa è sbagliato per il semolice fatto che non esistone il bene e il male in assoluto.